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Luciano Berio Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luciano Berio (Imperia, 24 ottobre 1925 – Roma, 27 maggio 2003) , compositore italiano d'avanguardia, pioniere anche nel campo della musica elettronica , nacque a Oneglia (centro industriale ligure, già dal 1923 parte del comune di Imperia). Imparò a suonare il pianoforte dal padre e dal nonno, musicisti (furono entrambi organisti). Durante la Seconda Guerra Mondiale fu chiamato alle armi, ma il primo giorno si ferì ad una mano mentre stava imparando ad armare una pistola. Fu così costretto a trascorrere molto tempo all'ospedale militare, prima di fuggire dalle truppe naziste. Dopo la guerra, Berio studò al conservatorio di Milano con Giulio Cesare Paribeni e Giorgio Federico Ghedini. Essendogli preclusa la carriera concertistica come pianista (a causa della ferita alla mano), Berio scelse di concentrarsi sulla composizione. La prima esecuzione pubblica di un suo pezzo, una suite per pianoforte, avvenne nel 1947. In questo periodo Berio lavorò come accompagnatore al pianoforte in alcune classi di canto; fu in questo modo che fece la conoscenza del mezzosoprano americano Cathy Berberian, che sposò dopo essersi diplomato e dalla quale divorzierà nel 1964. Molte composizioni di questi anni sfruttano le caratteristiche peculiari della versatile, quanto inimitabile voce di questa cantante. Nel 1951, Berio arrivò negli Stati Uniti per studiare con Luigi Dallapiccola a Tanglewood; nonostante in seguito Berio ebbe ad esprimere delle riserve sulle capacità didattiche di Dallapiccola, il maestro ebbe modo di trasmettergli un vivo interesse per le problematiche legate alla scrittura dodecafonica. Successivamente frequentò i corsi estivi di Darmstadt, incontrando Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti e Mauricio Kagel. Prese anche un vivo interesse per la musica elettronica e insieme a Bruno Maderna nel 1955 fondò a Milano lo Studio di Fonologia della RAI, uno studio dedito alla produzione di musica elettronica. Qui invitò parecchi famosi compositori, tra cui Henri Pousseur e John Cage. Fondò inoltre il periodico Incontri Musicali. Nel 1960, Berio ritornò a Tanglewood come Compositore in Residenza, e nel 1962, su invito di Darius Milhaud, assunse una cattedra presso il Mills College, a Oakland (California). Nel 1965 incominciò ad insegnare presso la Juilliard School di New York, dove fondò il Juilliard Ensemble, un gruppo dedito a esecuzioni di musica contemporanea. Lo stesso anno si risposò, questa volta con la filosofa della scienza Susan Oyama, dalla quale divorzierà nel 1971. Tra i suoi studenti ci sono anche Louis Andriessen e Steve Reich. In tutto questo periodo Berio si è alacremente creato una solida reputazione, vincendo il "Prix Italia" nel 1966 per Laborintus II (testo di E. Sanguineti, con il quale già aveva collaborato, nel 1963, con l'opera "Passaggio"). Nel 1968 fu premiata la sua Sinfonia. Nel 1972, Berio tornò in Italia. Tra il 1974 ed il 1980, su richiesta di Pierre Boulez è diresse la divisione elettro-acustica dell' IRCAM di Parigi. Nel 1977 si sposò, per la terza volta, con la musicologa Talia Pecker. Nel 1987 fondò a Firenze Tempo Reale, centro di produzione, ricerca e didattica musicale, con lo scopo di investigare nell'ambito delle applicazioni delle nuove tecnologie al campo musicale. Nel 1994 fu "Distinguished Composer in Residence" presso la Harvard University, dove rimase fino al 2000. Č stato attivo anche in qualità di direttore d'orchestra, ed ha continuato a lavorare, sia come direttore che come compositore, fino agli ultimi giorni della sua vita. Nel 2000 diventò Presidente e Sovrintendente dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma, e fu proprio sotto la sua sovrintendenza che venne inaugurato, nel 2002, il nuovo Auditorium Parco della Musica. Luciano Berio morì nel 2003 in un ospedale a Roma, poco dopo aver ultimato la stesura del brano Stanze, per baritono, coro e orchestra.
Opere principali
Concerti
Concertino per clarinetto, viola, arpa, celesta e archi (1949) Serenata per flauto e 14 strumenti (1957) Concerto per due pianoforti e orchestra (1973) Points on the Curve to Find per pianoforte e piccola orchestra (1974) Il ritorno degli Snovidenia per violoncello e piccola orchestra (1977) Corale per violino ed orchestra (1981) Voci (Folk songs II) per viola e orchestra (1984) Echoing Curves per pianoforte e orchestra (1988) Alternatim per clarinetto, viola e orchestra (1997) SOLO per trombone e orchestra (1999)
Musica orchestrale
Nones (1954) Allelujah I (1956) Divertimento (1957) (Scritto con Bruno Maderna) Allelujah II (1958) Tempi concertanti (1959) Allez Hop (1959 - 1968) Bewegung (1971 - 1984) Still (1973) Eindrücke (1974) Encore (1978 - 1981) Entrata (1980) Requies (1984) Formazioni (1987) Festum (1989) Continuo (1989 - 1991) Compass (1994) Ekphrasis - continuo II (1996)
Sequenze
Sequenza I per flauto (1958) Sequenza II per arpa (1963) Sequenza III per voce femminile (1965 - 1966) Sequenza IV per pianoforte (1965 - 1966) Sequenza V per trombone (1966) Sequenza VI per viola (1967) Sequenza VII per oboe (1969) Sequenza VIII per violino (1976 - 1977) Sequenza IX per clarinetto (1980) Sequenza IXb per sassofono contralto (1981) Sequenza X per tromba e risonanze di pianoforte (1984) Sequenza XI per chitarra (1987 - 1988) Sequenza XII per fagotto (1995) Sequenza XIII per fisarmonica "Chanson" (1995 - 1996) Sequenza XIV per violoncello (2002)
Chemins
Chemins I per arpa e orchestra (1964) Chemins II per viola e nove strumenti (1967) Chemins IIb per piccola orchestra (1969) Chemins IIc per clarinetto basso e piccola orchestra (1972) Chemins III per viola, nove strumenti ed orchestra (1968) Chemins IV per oboe e 11 strumenti ad arco (1975) Chemins V per chitarra e piccola orchestra (1992) Kol - Od (Chemins VI), per tromba e ensemble (1996) - dedicato a Gabriele Cassone Recit (Chemins VII) per sassofono contralto e orchestra (1996)
Musica da camera
Tre pezzi per 3 clarinetti (1947) Quartetto per strumenti a fiato (1950) Due pezzi per violino e pianoforte (1951) Opus no. Zoo per voce recitante e quintetto a fiati (1951 - 1971) Quartetto per quartetto d'archi (1955) Différences per 5 strumenti e nastro magnetico (1959) Sincronie per quartetto d'archi (1964) Gesti per flauto dolce (1966) Autre fois: berceuse canonique pour Igor Stravinskij per flauto, clarinetto e arpa (1971) Linea per 2 pianoforti, marimba e vibrafono (1973) Musica leggera per flauto, viola e violoncello (1974) Les mots sont allés... "recitativo" per violoncello solo (1978) Duetti per 2 violini (1983) Lied per clarinetto solo (1983) Call per 2 trombe, corno, trombone e tuba(1985) Terre chaleureuse per quintetto a fiati (1985) Naturale per viola, percussioni e nastro magnetico (1985) Gute Nacht per tromba (1986) Ricorrenze per quintetto a fiati (1987) Notturno per quartetto d'archi (1993) Glosse per quartetto d'archi (1997) Korót per 8 violoncelli (1998) Altra voce per flauto contralto, mezzosoprano e live electronics (1999)
Musica per strumenti a tastiera Petite suite per pianoforte (1947) Cinque variazioni per pianoforte (1953 - 1966) Rounds per pianoforte o clavicembalo (1965) Memory per pianoforte elettrico e clavicembalo (1970 - 1973) Fa-Si per organo (1975) Six Encores per pianoforte (1990); comprende Brin (1990), Leaf (1990), Wasserklavier (1965), Erdenklavier (1969), Luftklavier (1985) e Feuerklavier (1989) Sonata per pianoforte (2001)
Musica vocale
Magnificat per 2 soprani, coro e orchestra (1949) El mar la mar per 2 soprani e 5 strumenti (1950) El mar la mar, versione per soprano, mezzosoprano e 7 strumenti (1969) Quattro canzoni popolari per voce femminile e pianoforte (1952) Chamber Music. testo di James Joyce, per voce femminile, clarinetto, arpa e violoncello (1953) Circles per voce femminile, arpa e 2 percussionisti (1960) Epifanie per voce femminile e orchestra (1961 - 1965) Questo vuol dire che per 3 voci femminili, coro e nastro magnetico (1968) Sinfonia per 8 voci e orchestra (1968) Agnus per 2 soprani, 3 clarinetti e organo (1971) Bewegung II per baritono e orchestra (1971) Ora per soprano, mezzosoprano, flauto, corno inglese, coro e orchestra (1971) Calmo - in memoriam Bruno Maderna per mezzosoprano e 22 strumenti (1974) Cries of London per 6 voci (1974) a-ronne, testo di Edoardo Sanguineti, per 8 voci (1975) Coro, testo di Pablo Neruda, per coro e orchestra (1976 - 1977) Ofanìm per due gruppi orchestrali, coro di bambini, voce femminile e live electronics (1988 - 1997) Canticum novissimi testamenti per 8 voci, 4 clarinetti e 4 sassofoni (1989) Rage and Outrage per voci e orchestra (1993) Hör per coro e orchestra (1995) Altra voce per mezzosoprano, flauto in Sol e live electronics (1999) E si fussi pisci elaborazione di canto popolare per coro misto (2002) Stanze per baritono, coro e orchestra (2003)
Musica elettronica
Mimusique n. 1 (1953) Ritratto di città, in collaborazione con Bruno Maderna (1954) Mutazione (1955) Perspectives (1957) Thema (Omaggio a Joyce) (1958) Momenti (1960) Visage (1961) Per la dolce memoria de quel giorno (1974) Chants parallèles (1975) Musica teatrale Laborintus II, testo di Edoardo Sanguineti (1965) Passaggio, testo del compositore e di Edoardo Sanguineti (1963) Recital I (for Cathy) (1972)
Opere
Opera, libretto del compositore (1970 - 1977) La vera storia, libretto di Italo Calvino (1981) Un re in ascolto, libretto di Italo Calvino (1984) Outis, libretto del compositore e di Dario Del Corno (1995) Cronaca del luogo, libretto di Talia Pecker Berio (1999)
Arrangiamenti, orchestrazioni e completamenti di musica di altri compositori : Berio scrisse numerosi arrangiamenti di lavori di altri compositori, tra cui Claudio Monteverdi, Henry Purcell, Johannes Brahms, Gustav Mahler, Kurt Weill, John Lennon e Paul McCartney. Per la Berberian scrisse i Folk Songs (1964), uno dei suoi lavori più universalmente conosciuti ed eseguiti, nel quale elaborò canti popolari provenienti dalla tradizione orale di differenti paesi (Stati Uniti, Armenia, Italia, Francia, Azerbaijan). Orchestrò varie musiche di autori del passato, tra cui Johann Sebastian Bach (contrappunto finale da L'arte della fuga), Manuel de Falla (Siete canciones populare espańolas), Johannes Brahms (Sonata op. 120 per clarinetto e pianoforte), Giuseppe Verdi (liriche da camera per voce e pianoforte). I completamenti invece riguardano: Rendering (1989), da alcuni abbozzi di Franz Schubert per la Decima Sinfonia, con l'aggiunta di musica tratta da altri lavori di Schubert. Finale di Turandot di Giacomo Puccini (Los Angeles, 27 maggio 2002)
Onorificenze
Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana , Roma, 22 marzo 1994 Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte ,Roma, 6 marzo 1998. 1.^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana 2.^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
Bibliografia
Rossana Dalmonte, Luciano Berio "Intervista sulla musica", Edizioni Laterza, 1981 Autori vari, "Berio", Edizioni EDT, 1995. Autori vari, "Sequenze per Luciano Berio", Edizioni BMG Ricordi, 2000. Luciano Berio "Un ricordo al futuro" (Lezioni americane), Edizioni Einaudi, 2006. Francesco Giomi, Damiano Meacci, Kilian Schwoon, "Live Electronics in Luciano Berio's Music", Computer Music Journal 27 (2), The MIT Press, 2003
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Promemoria
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La serie delle Sequenze (così chiamate perché fondate sulla successione di campi armonici e di tipi di azioni strumentali) offre di per sé una immagine assai ricca e articolata della poetica di Berio, per la concretezza e la freschezza inventiva con cui egli crea. di volta in volta con un solista diverso, una specie di teatro strumentale, capace sempre di coinvolgere, stimolare e sedurre l'ascoltatore attraverso l'evidenza del gesto, attraverso un virtuosismo che si confronta con la storia e le tecniche specifiche dello strumento per integrarle con la ricerca di nuove aperture, e infine attraverso la stratificata varietà dei comportamenti e delle azioni che caratterizzano ogni pezzo.
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Cosi anche in Points on the curve to find... per pianoforte e 23 strumenti (1974) si manifesta la sua inclinazione ad un approccio ‘stratificato' al suono, e anche in questo caso la parte solistica (pur non essendo autosufficiente come le Sequenze) ha costituito la premessa, la linea intorno alla quale è stato composto il pezzo. Berio infatti scrisse per prima la parte pianistica, che, come egli scrisse, può essere intesa come una curva complessa, una linea continua e cangiante sulla quale gli altri strumenti si posano per interpretarne e svilupparne i caratteri armonici. Come un disegno già fatto sul quale si aggiungono in punti diversi altre linee che ne modificano il senso mettendone in luce le proprietà nascoste. Per la velocità dell'articolazione, gli slittamenti di tempo e la particolare natura di quei caratteri armonici, l'insieme può essere talvolta percepito come un forma d'onda più o meno complessa.
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Il ciclo dei Folk Songs, composti nel 1964 per Cathy Berberian, rientra in un interesse più ampio per il canto popolare, che si manifesta in modi diversi in opere del massimo impegno come Coro (1975/76), o in alcune pagine della Vera storia, o in Voci (Folk Songs ll)(1984) per viola e due gruppi strumentali. Attirano Berio tutte le tecniche vocali'” autentiche”, i documenti popolari e la loro trasformazione quando sono collocati in contesti diversi da quello originale: perciò ai canti popolari di vari paesi raccolti in questo ciclo egli può accostarsi talvolta sottolineando e rafforzando, talvolta invece trasformando i tratti tipici del contesto da cui provengono, operando, come egli ebbe a dire, secondo i criteri di una rigorosa “filologia immaginaria”. Nella nota di presentazione sui FoIk Songs Berio ha scritto: «Ho sempre provato un senso di profondo disagio ascoltando canzoni popolari cantate con accompagnamento di pianoforte. E per questo, e , soprattutto, per rendere omaggio all'arte e all'intelligenza vocale di Cathy Berberian che, nel 1964, ho scritto FoIk Songs per voce e sette strumenti, e successivamente, per voce e orchestra da camera .Si tratta, in sostanza, di un'antologia di canti popolari di varia origine (Stati Uniti, Armenia, Provenza, Sicilia, Sardegna ecc.) trovati su vecchi dischi, su antologie o raccolti dalla viva voce di amici, che ho reinterpretato ritmicamente, metricamente e armonicamente. Il discorso strumentale ha la funzione di suggerire e di commentare quelle che mi sono parse le radici espressive, cioè culturali, di ogni canzone. Queste radici non hanno solo a che fare con le origini delle canzoni stesse, ma anche con la storia degli usi che ne sono stati fatti quando non si è voluto distruggerne e manipolarne il senso.
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La ricerca sulla voce e su rapporti non convenzionali musica- testo ha un posto centrale nell'attività creativa di Berio e ad essa sono legati molti lavori di eccezionale rilievo. Fra questi è certamente Laborintus Il, composto fra il 1963 e il 1965 su commissione dell'ORTF (la Radiotelevisione francese) per il settimo centenario della nascita di Dante, secondo frutto della collaborazione di Luciano Berio con Edoardo Sanguinati, il poeta, scrittore e studioso cui il musicista si è sempre sentito legato da una profonda congenialità. La complessa partitura di Laborintus Il, per tre voci femminili, un “coro” di 8 attori, un recitante (‘testo'), strumenti (1 flauto, 3 clarinetti, 3 trombe, 3 tromboni, 2 arpe, percussioni con 2 esecutori, 2 violoncelli, 1 contrabbasso) e registrazioni, prevede anche la possibilità della rappresentazione, senza avere però una specifica destinazione teatrale (può essere eseguita anche «in concerto, alla radio, alla televisione, all'aria aperta ecc.): il testo nella sua ricchezza non comporta alcuna continuità “narrativa”, e delinea molteplici e stratificati percorsi attraverso alcuni temi danteschi. Sanguineti (che di Dante è anche insigne studioso) è perfettamente consapevole delle difficoltà, della “forza di resistenza” che la poesia dantesca presenta per il musicista (e per chiunque su di essa voglia lavorare); ma si appropria liberamente della tensione alla totalità che caratterizza la visione di Dante, e ne trae uno dei principi per la costruzione formale del testo, quello del catalogo in senso medievale. Accosta frammenti danteschi alla Bibbia e a testi di poeti che con Dante hanno avuto un rapporto particolarmente intenso, come Eliot e Pound, e come lo stesso Sanguineti, creando attraverso libere associazioni percorsi complessi, ma riferibili in primo luogo ai temi della memoria e dell'usura.
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(Questo testo è tratto da un più ampio saggio di Paolo Petazzi pubblicato sul numero 56, novembre 1995, della rivista italiana Symphonia).
1 Points on the curve to find ... 10:25 1974 per piano e 23 strumenti
Folks Songs for mezzosoprano and orchestra (1963-1974) 18:32
2 Black in the colour ... (USA) 3 I wonder as I wander ...(USA) 4 Loosin yelav (Armenia) 5 Rossignolet du bois (Francia) 6 A la femminisca (Sicilia) 7 La donna ideale (Italia) 8 Ballo (Italia) 9 Motettu de tristura (Sardegna) 10 Lalurous qu'o uno fenno (Francia) 11 La Fiolairé (Francia) 12 Arzebaijan love song (URSS)
13 Sequenza VII for Oboe 7:01
14 Laborintus II 29:47 (1965)
for speaker , Vocal Soloist , Instrumental Ensemble and Chorus
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